Ma quand’è che la skincare ha iniziato ad avere un genere?
Oggi siamo abituatə a vedere la skincare divisa tra prodotti “per uomo” e “per donna”. Eppure, non è sempre stato così. La storia della cura della pelle racconta soprattutto come siano cambiate, nel tempo, le norme sociali legate al genere.
Quando la cura della pelle era per tuttə
Nell’Antico Egitto cosmetici e unguenti erano utilizzati per la cura e l’aspetto del corpo indipendentemente dal genere. Oli e preparazioni aiutavano a mantenere morbida la pelle, mentre il kohl veniva usato da tuttə.
Anche nell’Antica Roma terme e rituali di bellezza facevano parte della quotidianità. Esistevano però già aspettative diverse: un’eccessiva attenzione maschile al proprio aspetto poteva essere considerata incompatibile con ideali come disciplina e autocontrollo.
Quando la bellezza diventa “femminile”
È soprattutto tra Ottocento e Novecento che, nelle società occidentali, "uomini" e "donne" vengono collocati idealmente in ruoli sociali distinti. La bellezza diventa progressivamente un dovere femminile, mentre la cura maschile deve rimanere quasi invisibile.
Un uomo può lavarsi, radersi, curare barba e capelli, ma il risultato deve sembrare funzionale: la cura c’è, semplicemente non deve sembrare “beauty”.
Dalla skincare alla skincare “FOR MEN”
Tra gli anni Novanta e Duemila si diffonde persino il concetto di “metrosexual”, utilizzato per descrivere un uomo eterosessuale particolarmente attento alla propria immagine. La skincare maschile diventa così un mercato autonomo: packaging, profumazioni e claim adottano codici tradizionalmente associati alla mascolinità. C’è la skincare e poi c’è la skincare “FOR MEN”.
Ed emerge anche un altro tema: la Pink Tax, espressione con cui si indica la tendenza di alcuni prodotti commercializzati verso un pubblico femminile ad avere prezzi più alti rispetto a prodotti analoghi destinati agli uomini. Il genere, quindi, non influenza solo il modo in cui un prodotto viene raccontato, ma può incidere anche sul suo prezzo.
Questa storia ci ricorda che il genere nella skincare è una costruzione culturale e commerciale. Questo non significa che tutte le pelli siano uguali: ormoni, genetica, età e ambiente possono modificarne caratteristiche ed esigenze ma non partiamo dal genere di una persona per sviluppare un prodotto, piuttosto da ciò che la sua pelle sta attraversando.